Vergogna! Il governo sceglie la strada della deportazione per i profughi della Cap Anamur

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Vergogna! I 31 profughi della Cap Anamur deportati dall’aereoporto di Fiumicino (Roma).

In queste ore pare ormai certo che dall’aeroporto di Fiumicino con il volo verso il Ghana nella notte saranno espulsi i 31 cittadini africani soccorsi lo scorso 21 giugno dalla nave tedesca Cap Anamur.

Nel pomeriggio erano stati espulsi verso la Nigeria cinque profughi.
In questo momento è in corso un presidio all’aeroporto romano di Fiumicino.
Ore 22.20 – La polizia sta intervenendo per disperdere il presidio.
Ore 22.00 – Gli attivisti sono entrati dell’atrio dell’aeroporto. tutti negano che i profughi siano nell’area aeroportuale.

La cronaca della giornata a cura del Progetto Melting Pot Europa.

“Costruiamo una staffetta di presenza stabile insieme agli amministratori siciliani a Caltanissetta”, questo l’appello lanciato dalla delegazione di amministratori locali e dagli attivisti delle reti per i diritti di cittadinanza da Caltanissetta.

Domenica 18 luglio a partire dalle ore 17.00 si è tenuto un presidio fuori dal cpt e una delegazione è potuta entrare ed incontrare i 22 profughi della Cap Anamur, come spiega Alessandra, Lab. Zeta.

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Lunedì 19 la mattinata in Sicilia inizia con un nuovo incontro in Prefettura. Il Prefetto di Caltanissetta ha accettato di incontrare Luana Zanella, parlamentare Verdi e Gioacchino De Maria, sindaco di Delia. “Dal primo incontro di questa mattina con il Prefetto di Caltanisetta pare evidente che il Governo ha intenzione di continuare il sequestro illegale dei profughi della Cap Anamur”, comunicano da Caltanissetta. I rappresentanti del governo di questa città hanno infatti informato che i profughi della Cap Anamur dovranno incontrare nuovamente la Commissione centrale per il riconoscimento dello status di rifugiato politico e che la loro sorte dipende unicamente dal Ministero degli interni, come spiegano in questa corrispondenza Milena Zappon, Progetto Melting Pot Europa e Alessandro Metz, consigliere regionale Verdi Friuli Venezia Giulia.

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“Questa è una battaglia che contrappone le politiche di accoglienza delle città a quelle di chiusura ed esclusione del governo”, sottolineano i delegati delle amministrazioni locali. “Lanciamo, quindi, a tutti un appello urgente e concreto per costruire una stafetta fisica di presenza qui a Caltanisetta per continuare la pressione affinchè questa vicenda si risolva. Contemporaneamente lanciamo un appello ai parlamentari perchè ci sia il massimo di pressione ed iniziative a Roma e a tutte le associazioni antirazziste perchè continui la mobilitazione della società civile. La vicenda della Cap Anamur è la cartina videos porno gratis di tornasole della distanza tra la politica dell’accoglienza praticata dalle nostre città e la politica repressiva e liberticida di questo governo. Non lasciamoli soli! Continuiamo la nostra presenza assieme agli amministratori siciliani! Libertà ed accoglienza per i profughi della Cap Anamur!

Questo l’appello che giunge da Caltanissetta, come spiega Milena in questa corrispondenza a seguito dell’incontro con il Prefetto. A breve la delegazione si sposterà in Questura.

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Ore 11.30 – L’appello lanciato da Caltanissetta sta già trovando diverse adesioni. Ne abbiamo parlato con Salvatore Amura, Rete nuovo municipio assessore del Comune di Pieve Emanuele (Milano).

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Ore 13.30 – E’ da poco terminato l’incontro presso la questura di Caltanissetta. Il Questore ha spiegato alla delegazione che ieri ha mandato dai 22 profughi nel cpt alcuni funzionari dell’ufficio stranieri di Caltanissetta per verificarne l’identità. Infatti, secondo l’attuale legge sull’immigrazione, spetta al Questore decidere se rilasciare o meno permessi di soggiorno per motivi umanitari. “Ieri abbiamo incontrato i 22 cittadini sudanesi”, spiega Gianfranco Bettin, prosindaco di Mestre, “si trovano stipati in un container su una spianata di cemento sotto il cocente sole siciliano. Non c’è alcun motivo per cui queste persone rimangano nel cpt.” Prosegue Bettin. “La liberazione dei 36 profughi della Cap Anamur dipende chiaramente da Roma, per questo come rappresentanti di amministrazioni locali stiamo scrivendo un appello alla mobilitazione generale. Invitiamo tutti gli amministratori a fare pressione perchè questa vicenda trovi una soluzione di accoglienza e ospitalità e allo stesso tempo a creare con noi una sorta di staffetta, di turn over tra amministratori per far sì che ci sia sempre qualcuno qua a Caltanissetta.
Ci appelliamo anche al movimento, alle reti sociali perchè moltiplichino le iniziative e i presidi in tutte le Prefetture, simbolo del governo nelle città.
Questa vicenda”, conclude Bettin, “mostra l’importanza della mobilitazione dei municipi, mostra come ci sia un’alternativa seria all’arroganza e al razzismo del governo.”

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Ore 14.00 – “Stiamo tornando al cpt di Caltanissetta, rinominato ’Pian del lager’. Dopo gli incontri di questa mattina in Prefettura e in Questura, gli amministratori presenti hanno lanciato l’appello alla presenza e mobilitazione generale”, spiega Milena Zappon, Progetto Melting Pot Europa.

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Ore 16.30 – Continua il presidio di fronte al cpt di Caltanissetta, dove questo pomeriggio è stato negato agli avvocati di entrare nel lager etnico per incontrare i propri assistiti. Gli avvocati stanno quindi presentando protesta formale contro questo diniego.
“Il presidio di fronte al cpt ormai continua da giorni, anche durante la notte”, spiega Milena, “da Caltanissetta continua ad essere lanciato l’appello alla mobilitazione generale.”

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